PRESIDENTE

Professione Commercialista

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Presidente EL GUANTON
Nel 1954, al grest del “Domo”, la domenica pomeriggio, rigorosamente in 16 mm, noleggiati dalla Edizione Paoline, venivano proiettati film per “tutti”. Uno di questi fu “Il ritorno del campione” con James Stewart e June Allyson girato nel 1949 e trattava la storia di un campione di lanci che, dopo aver perso una gamba, con dura volontà e con l’arto ortopedico, ritornava sul monte ai livelli di prima.
L’entusiasmo fu tale che formammo una squadretta di 13/15enni composta, oltre che dal sottoscritto, dai fratelli Mario e Claudio Gallio, Gianni Contato, Fabio Ambrosi ed altri. Se ben ricordo il nome era “Red Devils”.
Eravamo fieri di essere dello stesso quartiere degli storici giocatori pionieri della Bentegodi e della Libertas Franco Franchini, Loris Benato, Pierluigi Febe, Giuseppe Magagna, Sergio Valente, Gianni Vidali, ma, soprattutto, dell’italo-americano Quintiglio Casciani che guidava la squadra della Bentegodi, dopo l’uscita di Swaczy e che ci omaggiò di un guanto da prima base bucato per l’usura.
Contemporaneamente si era costituita la squadra del Valdonega con i fratelli Gianni e Antonio De Martini, Donini, i fratelli Elio e Mario Orsolato, Grigoletti ed altri.
Fino al 1959 ho giocato partitelle con il Valdonega ed altre squadre che via via si formavano. Solo nel 1959 e 1960 mi sono tesserato ed ho giocato in campionato con i Bassotti.
In quel periodo ero assorbito anche nell’attività natatoria a livello agonistico con la “Rari Nantes Bentegodi” e, a dir il vero, con modesti risultati. Il migliore, una medaglia di bronzo ad una Coppa Scarioni a Padova (200 metri rana).
Nel 1960, in qualità di “esperto”, sono entrato nel gruppo dei neofiti che si esercitavano nel campetto fra Via Nervesa e Via Passo Buole. Tanti di questi giocatori si sarebbero inseriti, negli anni a venire, nelle migliori squadre della nostra città. Fra questi Giorgio Brunello, Mario Dell’acqua, Giuseppe Pernigo, Dario Feltrinelli, Giuseppe Pellini, Federico Penso, Paolo Righetti, Eddy Rizzardi, Domenico Tommasi ed altri.
Proprio in quell’ambiente ho conosciuto mia  moglie, che era molto meglio del Baseball,  e, per qualche anno, mi sono perso.
Nel 1969, una quindicina di diciottenni, fra cui mio cugino Aldo Miotto, mi hanno chiesto di costituire una squadra e far loro da allenatore. Un  solo campionato, ma molto intenso e non privo di successi. I giocatori: Alberto e Riccardo  Cavagna, Maurizio Spranzi, Aldo Miotto, Mauro Albertosi, Riccardo Graffigna, Loris Zoppi, Alberto e Diego Papa, Carlo Baiano, Raffaele Breoni. Sergio Tosi, Riccardo Rodegher, Gianni Grinati e Andrea D’Amato.
In quell’anno era nata anche mia figlia; avevo intrapreso l’attività del volo; tenevo, come si suol dire, famiglia e ho dovuto scegliere. Ho scelto il volo.
Dopo 40 anni, in occasione dei Campionati mondiali del 2009, giocati parzialmente a Verona, ho rivisto tanti amici e non ho potuto deluderli. Mi sono associato al Guanton.
Il resto è storia recente
Oggi, 18 marzo, è stata proclamata la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid 19, una giornata dedicata al dolore e alla tristezza e, per noi, anche giornata della rabbia perché a causa della pandemia, il 30 dicembre, siamo rimasti orfani del “Beppe” Pernigo, co-fondatore della nostra Associazione e, da allora, ininterrottamente suo Presidente.
Prima dirigente di banca, poi Direttore della Fondazione Giorgio Zanotto e infine Docente presso l’Università di Verona è stato l’anima della nostra organizzazione.
Ideatore e animatore di numerose iniziative, per una delle quali ha ricevuto un personale compiacimento scritto da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Il 22 gennaio gli amici mi anno designato a succedergli e di questo sono onorato e li ringrazio sentitamente.
Farò quanto nelle mie possibilità per continuare nella sua opera in un’ideale continuazione di una amicizia nata nel 1958.